

Laboratorio di scrittura e interpretazione poetica![]() Elsa Fonda |
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Corso di dizione e uso della voce![]() In tutte le religioni il suono è simbolo di creazione. La voce ha significato metafisico e antropologico. Fatto determinante dell’evoluzione biologica è la locomozione: l’homo erectus che cammina solo sui piedi si trova libere le mani per fare e la bocca per parlare. Attraverso la voce comunichiamo col mondo. Espressione unica di ciascuno, esprime la nostra identità. E’ rivelatrice dei nostri stati d’animo più profondi. Elsa Fonda, col suo metodo, “Strumento voce” insegna a sedurre attraverso lo straordinario potere della propria voce. Nuovo in Italia, è basato su rilassamento, respirazione e movimenti rigeneratori del corpo, uso di parole chiave; incoraggia le persone a trovare la propria voce, associando il linguaggio del corpo a quello verbale. Questa ginnastica della voce prevede esercizi ritmici - individuali e collettivi - su pronuncia, articolazione e interpretazione; educa a modulare ad arte il tono della voce, rendendola veicolo attraverso il quale migliorare il proprio modo di presentarsi agli altri. Essere dotati di una voce capace di suscitare fiducia, trasmettere sicurezza e determinazione, raggiungere efficacemente chi ci circonda, può costituire la differenza tra il farsi ascoltare e l’essere ignorati. Parlare bene significa stare meglio. Elsa Fonda |
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In occasione dei primi 30
anni di attività della
Compagnia, il Piccolo Teatro ha
realizzato nel 1996 una mostra
storica presso l'ex-chiesa di
San Gregorio a Sacile,
recuperando la memoria e
ricostituendo gran parte
dell'archivio artistico
dell'Associazione, grazie alla
preziosa collaborazione di
Soci, attori e passati
amministratori. Questo
appuntamento ha rappresentato
il primo passo per restituire
alla città e agli amici del
Piccolo Teatro un'infinità di
ricordi e uno speciale
patrimonio culturale, che
risale anche più indietro nel
tempo, fino alle significative
esperienze della Filodrammatica
Sacilese, il primo gruppo
teatrale cittadino attivo
almeno dai primi del Novecento.
A suggello di questo importante evento, una pubblicazione edita dall'Associazione ha riannodato i fili della storia e raccolto tutte le informazioni sugli spettacoli realizzati fino a quel momento, partendo dal lontano 1965. Io ho bisogno di sfamarmi anche con un po' di gloria. Non ho paura di dirlo: sono sensibile agli applausi. Molière, Il borghese gentiluomo |

Jean
Anouilh, drammaturgo francese
Inaugurato nel 2000 nel corso dei
festeggiamenti per il gemellaggio tra
le città di Sacile di La Réole in
Francia, il progetto “Barouffe
à Chioggia” ha prodotto nel
2001 una pubblicazione bilingue che
raccoglie ricordi, impressioni e
considerazioni dei protagonisti di
questa affascinante avventura, che ha
portato da allora i
“Piccoragi” ad esibirsi
in molte altre città europee. Un
ricco corredo fotografico di scatti
rubati nei più bei momenti fuori
scena ed ovviamente in palcoscenico,
insieme ad una puntale rassegna
stampa relativa al debutto dello
spettacolo completano i contenuti di
un libretto prezioso per comprendere
fino in fondo lo spirito di
creatività e di amicizia che ha reso
possibile un progetto così ardito ed
originale.
BAROUFFE
A CHIOGGIA - l'idea, il sogno, la
creazione.
Quando abbiamo deciso di
mettere in scena una rappresentazione
bilingue de “Le baruffe
chiozzotte”, credo che nessuno
di noi - né del “Piccolo
Teatro” né de “I
Coragi” - avesse bene in mente
come ci saremmo riusciti: ciò che
sapevamo era che in qualche “si
poteva fare” e che noi eravamo
lì proprio per quello.
E credo che nemmeno quel fortissimo
legame, quella immediata affinità che
ci ha accompagnati per tutto il
nostro soggiorno il Francia fosse
stato del tutto previsto: la riuscita
del progetto “Barouffe à
Chioggia” è andata ben al di là
di ogni aspettativa e la
straordinaria esperienza di vita e di
teatro provata in quei 15 giorni di
luglio sarà una ricchezza che ognuno
di noi porterà con sé per sempre.
Tutti in questo libro parlano di
fratellanza, di amicizia spontanea e
profonda, di nostalgia: sono
orgogliosi di quello che hanno
creato, ma ancor di più sono felici
di poter ricordare e condividere quei
momenti, tutti i momenti: le prove, i
pasti in comune alla Gendarmerie, le
gite nei dintorni, le serate di
musica e di festa, la sera della
commedia... e tutti sono impazienti
di ritrovarsi ancora una volta
insieme. L’ostacolo della
lingua? Non esiste. La distanza?
E’ un falso problema.
Quella sera, alla fine della
commedia, di fronte a più di 700
persone tutte in piedi che
applaudivano, e applaudivano... tutta
la Compagnia ha incominciato a
saltare e cantare quella filastrocca
che ci ha accompagnato per tutto il
gemellaggio, anche durante le
cerimonie e le cene ufficiali: era un
segno di appartenenza ad un gruppo
unito e compatto, i
“Piccoragi”, del quale
tutti fanno parte, anche quelli che
non salgono sul palco, anche quelli
che lavorano solo dietro le quinte,
anche quelli che stanno con noi - con
tutti noi - solo per simpatia.
A tutti loro, a tutti voi, va quindi
il mio “grazie” come
Presidente del “Piccolo
Teatro” e come attrice: il
calore di questa grande famiglia di
teatranti a volte un po’ folli,
ma di grande cuore e coraggio, mi
accompagna, mi conforta, mi emoziona
e mi diverte. Sempre.
Chiara Mutton
Presidente del
Piccolo Teatro Città di
Sacile
