Una Venezia viva e vitale, attraversata da un’ironia irresistibile e da una spregiudicatezza tutta mediterranea: è uno sfondo comico e leggero quello scelto da L’Archibugio per raccontare la storia del mercante Antonio e della sua disputa con l’ebreo Shylock. Tre mesi di tempo per restituire un prestito di tremila ducati sottoscritto per finanziare l’amico Bassanio nella conquista della bella Porzia... e della sua dote. Un debito ragionevole per il più ricco mercante di Venezia, se solo il contratto non prevedesse come penale una libbra esatta della sua carne. Una delle più note commedie di Shakespeare rivive sulla scena con un gruppo giovane e pieno di energia, che, grazie alla regia di Giovanni Florio, ne mette in luce più gli aspetti comici e leggeri che non quelli drammatici, attraverso un accurato lavoro sul testo e sulla messa in scena non convenzionale.